La successione è l’insieme delle norme che, quando una persona viene a mancare, regolano i rapporti e il trasferimento dei beni agli eredi. In presenza di testamento, i beni oggetto dell’eredità si dividono, secondo la legge, in due quote:

  • una quota detta disponibile, ovvero una percentuale che attraverso il testamento può essere lasciata a persone non congiunte oppure ad associazioni),
  • una quota legittima, che passa, per legge, agli eredi legittimari: coniuge, figli o, in assenza di figli, ascendenti (fratelli, genitori, cugini o zii fino al sesto grado).

Esistono, infatti, due tipi di successione: la successione legittima e quella testamentaria.                                  

 Successione legittima

Eredi legittimi chi sono?

Se la persona venuta a mancare non ha lasciato un testamento, tutti i beni del defunto saranno considerati quota legittima e diventeranno di proprietà degli eredi legittimi: coniuge, figli (legittimi o illegittimi) o, in assenza dei figli, ascendenti. La divisione dipenderà dal numero di figli e dalla presenza o meno del coniuge, secondo percentuali previste dalla legge, come vedremo a breve.

Successione testamentaria

In presenza di un testamento entra in gioco la quota disponibile, ovvero una parte di beni di cui il defunto ha potuto disporre, in vita, tramite un atto notarile. In questo caso, per legge, sono esclusi dalla successione il tutore, il notaio, i testimoni (o, in caso di testamento segreto, colui che l’ha ricevuto o stilato). Inoltre, minori, soggetti dichiarati incapaci e persone con infermità mentale non possono fare testamento.         

Le quote, come dicevamo, sono stabilite per legge, secondo accurate tabelle. Ad esempio:

  1. in assenza di figli o ascendenti e in presenza di coniuge superstite, quest’ultimo ha diritto al 50% della quota legittima oltre che all’abitazione. La quota disponibile sarà costituita dal 50% dell’eredità;
  2. in presenza di coniuge e di un solo figlio, la quota legittima si dividerà in: 33,33% dei beni più il diritto all’abitazione al coniuge, 33,33% dell’eredità al figlio; il restante 33,33% dell’eredità sarà considerato quota disponibile; e così via.

La dichiarazione di successione         

La successione si apre, di solito, in coincidenza con la data della morte del contribuente. Entro 12 mesi dall’apertura, gli eredi legittimi e le persone chiamate all’eredità (legatari) devono presentare denuncia di successione. Sono necessari molti documenti da allegare alla dichiarazione di successione, di cui ricordiamo i principali:

  • Certificato di morte 
  • Certificato/autocertificazone ultima residenza del defunto 
  • Autocertificazioni: stato di famiglia del defunto e degli eredi
  • Visure catastali dei beni immobili del defunto
  • In caso di successione testamentaria: copia del testamento (autenticato dal notaio)
  • Atto di notorietà dell’erede che individui eredi, tipo di successione e regime patrimoniale
  • Documenti dichiaranti debiti/passività
  • Dichiarazione della banca sui conti intestati al defunto

Tassa di successione

Attraverso la dichiarazione di successione l’Agenzia delle Entrate viene a conoscenza della composizione del patrimonio del defunto. Le tasse che gli eredi dovranno pagare saranno calcolate dall’Agenzia in base all’eredità da ciascuno ricevuta, al grado di parentela e alle eventuali disposizioni testamentarie, secondo dettagliate tabelle.

Sono esclusi da imposte di successione alcune tipologie di beni quali: titoli di debito pubblico, indennità di fine rapporto di lavoro, crediti verso lo Stato, eccetera. L’importo dell’imposta di successione viene notificato tramite avviso di liquidazione.                                                             

Come presentare denuncia di successione

La dichiarazione di successione può essere presentata tramite un intermediario abilitato oppure dal contribuente stesso per via telematica.

Lo Studio Consad ha un servizio dedicato alle dichiarazioni di successioni. I nostri professionisti gestiscono ogni tipo di successione e, all’occorrenza, il notaio con cui lo Studio collabora interviene a completamento delle pratiche necessarie.

Foto Andrea Piacquadio – Pexels