Per i regimi forfettari, l’attuale normativa non richiede obbligatoriamente l’emissione della fattura elettronica. L’obbligo della fatturazione elettronica, infatti, è entrato in vigore nel gennaio 2019 e ha coinvolto tutti i contribuenti con poche esclusioni. Tra queste rientrano anche i lavoratori con partita IVA in regime forfettario o in quello dei minimi.    

Per i contribuenti che operano in regime forfettario l’obbligo di fattura elettronica si ha soltanto quando il cliente cui fatturare è un ente della Pubblica Amministrazione. Tuttavia può essere conveniente per un regime forfettario scegliere di passare, anche senza alcun obbligo in vigore, alla fatturazione elettronica. Vediamo insieme vari aspetti della questione.

Fatturazione elettronica, come funziona?

La fatturazione elettronica è nata per superare difficoltà e imprecisioni della tradizionale gestione dei documenti fiscali cartacei. Le procedure automatizzate intendono proprio evitare errori o lacune all’interno dell’intero flusso di fatturazione.

Il cosiddetto Sistema Di Interscambio (SDI), infatti, consente di verificare che ogni fattura sia completa dei dati obbligatori. In più, l’inserimento di un codice destinatario garantisce che la fattura sia recapitata integrale ed esatta al cliente. Insomma, niente più inesattezze e modifiche dei dati, casuali o intenzionale, e più certezza nell’intero sistema. Va ricordato, inoltre, che per i semplificati l’adozione della fatturazione elettronica comporta anche l’abolizione dei registri iva.                                                                                                               

Il contribuente deve conservare le fatture elettroniche per 10 anni (in formato elettronico). Un altro vantaggio è che al momento, il sito dell’Agenzia delle Entrate può conservarle per 15 anni a titolo gratuito.

Una volta compiuto il passaggio alla fattura elettronica, è da gestire con questa modalità sia il “ciclo attivo” ovvero il flusso di documenti di vendita, sia il “ciclo passivo”, ovvero i documenti relativi agli acquisti. Questa totale tracciabilità permette controlli maggiori sì da diventare uno strumento nel contrasto all’evasione fiscale. Almeno questo è stato l’auspicio che ha accompagnato l’introduzione del nuovo sistema.

Regimi forfettari e fattura elettronica 2020

Al momento attuale, i contribuenti in regime forfettario possono continuare a emettere fatture cartacee relative alle proprie attività, e a riceverle cartacee da fornitori o esercenti relativamente ai propri acquisti.                                               

Tuttavia, il soggetto in regime forfettario che gode dell’esonero dalla fattura elettronica può decidere, invece, di utilizzarla (per tutte le proprie fatture). In questo caso, l’Agenzia delle Entrate gli riconoscerà dei vantaggi.                                            

Ad oggi, si tratta della riduzione di un anno sugli anni accertabili: il termine di decadenza per la notifica di avvisi di accertamento passa da cinque a quattro anni. Inoltre è probabile che nella prossima legge di bilancio siano inseriti altri incentivi. Il tracciamento dei pagamenti è prioritario per lo Stato e la modalità elettronica va incontro a questa esigenza

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